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Impianti esistenti

Revamping di impianti fotovoltaici: smontaggio, bancalatura e nuovi moduli

Il rinnovamento di grandi impianti in esercizio, a terra e su coperture, eseguito in subappalto con squadre, mezzi e DPI propri: dallo smontaggio dei moduli esistenti al nuovo avvio, lavorando per settori per limitare il fermo.

Impianti che invecchiano

Revamping impianti fotovoltaici: dare una seconda vita a un impianto esistente

Molti grandi impianti costruiti negli anni passati producono meno di quanto potrebbero. Sostituire i moduli con prodotti di nuova generazione è spesso il modo più diretto per recuperare resa.

Il revamping di un impianto fotovoltaico è un cantiere diverso da una nuova costruzione. Si lavora su un impianto che esiste, spesso in esercizio, con strutture, cavi e apparecchiature che non abbiamo installato noi e che vanno rispettati. Si smonta prima di montare, e ciò che si smonta va gestito con ordine: moduli integri da preparare per il ritiro, minuteria da recuperare o sostituire, aree da lasciare libere per i nuovi materiali.

Per il committente e per chi gestisce l’impianto la priorità è quasi sempre la stessa: ridurre il tempo in cui l’impianto non produce. Questo significa pianificare il cantiere per settori, sezionare solo le parti su cui si lavora e riportarle in servizio appena possibile.

Il revamping mette insieme lavorazioni meccaniche ed elettriche: smontaggio e montaggio dei moduli, eventuali adeguamenti delle strutture, adeguamenti del cablaggio alle caratteristiche dei nuovi moduli, nuove prove. Un solo subappaltatore che le copre tutte evita di dover coordinare più imprese su un impianto già vincolato dall’esercizio.

Perché si rinnovano i moduli

Le ragioni sono diverse e spesso si sommano: moduli di vecchia generazione con rendimenti inferiori a quelli attuali, difetti diffusi come punti caldi, delaminazioni o degrado accelerato, guasti ripetuti che rendono la manutenzione più costosa della sostituzione. La scelta di intervenire, e con quali moduli, è del committente e del suo progettista; a noi spetta eseguire il rinnovamento in modo che l’impianto torni a produrre il prima possibile.

La lavorazione

Come si svolge un revamping

Il progetto di revamping è del committente; l’esecuzione segue una sequenza che protegge persone, materiali e produzione.

Sopralluogo e piano di lavoro

Si verificano con il committente lo stato dell’impianto, i settori su cui intervenire e la sequenza che limita il fermo della produzione.

Messa in sicurezza

Sezionamenti e messe in sicurezza delle parti su cui si lavora, concordati con il committente e con chi gestisce l’impianto.

Smontaggio dei moduli

I moduli esistenti si scollegano e si smontano senza danneggiare strutture, cavi e componenti che restano in opera.

Bancalatura

I moduli smontati si preparano su bancali, ordinati e pronti per il ritiro da parte dell’operatore scelto dal committente.

Adeguamenti

Se il progetto lo prevede, si adeguano strutture e cablaggio alle dimensioni e alle caratteristiche dei nuovi moduli.

Montaggio dei nuovi moduli

I nuovi moduli si posano secondo le istruzioni del produttore, con fissaggi e serraggi previsti.

Collegamenti e nuovo avvio

Collegamenti, prove e rimessa in servizio del settore, se affidati, secondo le procedure del committente.

Settore per settore

Su un grande impianto il revamping raramente si esegue tutto insieme. Si divide il campo o la copertura in settori e si procede uno alla volta: mentre un settore è fermo per lo smontaggio e il rimontaggio, gli altri continuano a produrre. Il ritmo lo decidono insieme i vincoli di esercizio, le consegne dei nuovi moduli e i ritiri dei moduli smontati.

Questa organizzazione richiede un coordinamento stretto tra chi esegue i lavori, chi gestisce l’impianto e chi ritira il materiale dismesso. Più sono le imprese coinvolte nel cantiere, più il coordinamento si complica: per questo conviene ridurle.

Impianti in esercizio

Le attenzioni di un cantiere su un impianto che produce

Un modulo fotovoltaico esposto alla luce produce tensione anche quando l’impianto è fermo. Su un impianto esistente questa è la prima regola da tenere a mente.

Sicurezza elettrica

Il lato DC non si spegne

Con la luce del giorno i moduli sono in tensione: scollegamenti e collegamenti seguono procedure precise, non l’abitudine.

Esercizio

Fermo ridotto al minimo

Si lavora per settori, sezionando solo le parti interessate e riportandole in servizio appena possibile, secondo le finestre concordate con chi gestisce l’impianto.

Esistente

Rispetto di ciò che resta

Strutture, cavi e apparecchiature che restano in opera si proteggono durante smontaggio e movimentazione.

Moduli smontati

Bancali ordinati

Moduli integri, impilati come previsto e protetti: il ritiro diventa più semplice e più sicuro.

Coordinamento

Chi gestisce l’impianto

La società di O&M o il gestore dell’impianto è parte del cantiere: accessi, comunicazioni e sequenze si concordano con loro.

Documentazione

Cosa cambia, si registra

Il nuovo assetto dell’impianto va documentato come previsto dal committente, per l’esercizio futuro.

Smaltimento: un confine netto

I moduli dismessi sono rifiuti e la loro gestione richiede autorizzazioni specifiche. Il nostro lavoro si ferma alla bancalatura: prepariamo i moduli smontati per il ritiro, che deve essere eseguito da un operatore autorizzato alla gestione dei rifiuti, scelto dal committente. Tenere questo confine chiaro fin dall’offerta evita incertezze al momento del ritiro e permette di organizzare aree e tempi di deposito dei bancali.

Meccanica ed elettrica

Un revamping tocca tutte le fasi

Smontare, adeguare, montare, collegare, provare: sono le stesse fasi di un impianto nuovo, eseguite su un impianto che esiste già.

01 · Palo

Battitura e predrilling

La fondazione del campo.

Battitura e predrilling
02 · Struttura

Strutture, tracker e moduli

Il montaggio meccanico.

03 · Cavo

Cablaggio, BT e terra

Cavi DC e AC, canalizzazioni, impianto di terra.

Cablaggio, BT e terra
04 · Avvio

Cabine MT e commissioning

Cabine, MT, SCADA, test e messa in servizio.

Cabine MT e commissioning
  • Una sola impresa per smontaggio, montaggio, adeguamenti del cablaggio e nuove prove.
  • Squadre, mezzi e DPI propri, senza subappalti a cascata.
  • Grandi impianti, a terra e su coperture industriali, in Italia, Germania, Spagna e Grecia.

Il revamping è anche il momento per correggere difetti di esecuzione dell’impianto originale: cavi posati male, fissaggi allentati, connettori non compatibili. Se il committente lo prevede, gli adeguamenti si eseguono nello stesso cantiere, con la stessa squadra che sta già lavorando sul settore.

Per una società di O&M o per un proprietario che deve rinnovare più impianti, un subappaltatore unico significa anche un metodo che si ripete: stesse procedure, stessi controlli, stessa documentazione da un sito all’altro. Perché un solo subappaltatore

Per l’offerta

Cosa ci serve per valutare un revamping

Su un impianto esistente le informazioni contano ancora di più che su una nuova costruzione.

InformazionePerché ci serve
Dati dell’impianto esistentePotenza, numero e tipo di moduli, tipo di strutture, a terra o su copertura.
Progetto di revampingNuovi moduli, eventuali adeguamenti di strutture e cablaggio, nuova configurazione elettrica.
Vincoli di esercizioSettori su cui lavorare, finestre di fermo ammesse, presenza della società di O&M.
Gestione dei moduli smontatiTipo di bancali, aree di deposito e tempi di ritiro concordati con l’operatore autorizzato.
Consegne dei nuovi moduliCalendario degli arrivi, aree di scarico e mezzi di sollevamento del committente.
Prove e riavvioProcedure di prova e rimessa in servizio previste dal committente.

Un sopralluogo prima dell’offerta

Su un impianto esistente la documentazione non sempre corrisponde a quello che si trova in campo. Quando possibile, un sopralluogo prima dell’offerta permette di vedere lo stato di strutture, cavi e fissaggi e di formulare un’offerta che tenga conto della realtà dell’impianto, non solo della sua descrizione.

Confini della lavorazione

Revamping: cosa eseguiamo e cosa resta al committente

Su un impianto esistente le responsabilità si intrecciano: proprietario, gestore, fornitore dei nuovi moduli, operatore dei rifiuti. Questa è la ripartizione tipica della parte che eseguiamo noi.

Lo eseguiamo noi

  • Smontaggio dei moduli esistenti
  • Bancalatura dei moduli smontati
  • Scarico dei nuovi moduli in cantiere
  • Montaggio dei nuovi moduli
  • Adeguamenti di strutture e cablaggio, se previsti
  • Prove e riavvio, se affidati

Resta al committente

  • Progetto del revamping
  • Fornitura dei nuovi moduli e dei materiali
  • Ritiro e smaltimento dei moduli dismessi
  • Mezzi di sollevamento per la movimentazione dei materiali

Il perimetro esatto si definisce voce per voce sul computo metrico del committente.

Domande frequenti

Revamping fotovoltaico: le domande più comuni

Cosa comprende il revamping di un impianto fotovoltaico?

Nel nostro perimetro comprende lo smontaggio dei moduli esistenti, la loro bancalatura, il montaggio dei nuovi moduli e, se affidati, gli adeguamenti di strutture e cablaggio e il nuovo commissioning, secondo il progetto del committente.

Vi occupate dello smaltimento dei moduli smontati?

No. Smontiamo i moduli e li prepariamo su bancali, pronti per il ritiro. Il ritiro e lo smaltimento vanno affidati a un operatore autorizzato alla gestione dei rifiuti, scelto dal committente.

Lavorate su impianti in esercizio?

Sì, il revamping si esegue per definizione su impianti esistenti. Sezionamenti, messe in sicurezza e sequenze si concordano con il committente e con chi gestisce l’impianto prima di iniziare, per lavorare in sicurezza e limitare il fermo della produzione.

Revamping e repowering sono la stessa cosa?

I due termini si usano spesso insieme. In genere per revamping si intende il rinnovamento dei componenti di un impianto esistente; per repowering un intervento che ne aumenta anche la potenza. In entrambi i casi la sostituzione dei moduli è una delle lavorazioni centrali.

Chi fornisce i nuovi moduli?

Il committente. Moduli, eventuali adattatori per le strutture e materiali restano a suo carico, secondo il progetto del revamping.

Potete adeguare cablaggio e strutture ai nuovi moduli?

Sì. I nuovi moduli hanno spesso dimensioni e caratteristiche elettriche diverse da quelli originali: adeguamenti di strutture e cablaggio rientrano nelle lavorazioni che eseguiamo, secondo il progetto.

Eseguite revamping anche su coperture industriali?

Sì, su impianti di grandi dimensioni sia a terra sia su coperture industriali.

Quanto resta fermo l’impianto durante il revamping?

Dipende dalla dimensione dell’impianto, dal numero di settori e dai vincoli di esercizio. Lavorando per settori, solo la parte su cui si interviene resta ferma, e torna in servizio appena completata.

I moduli smontati si possono riutilizzare?

La destinazione dei moduli smontati la decide il committente. Una bancalatura ordinata ne preserva l’integrità, e lascia aperte tutte le possibilità: rivendita, riutilizzo o avvio a recupero tramite un operatore autorizzato.

Come si coordina il revamping con la società di O&M?

Accessi, sezionamenti, finestre di fermo e comunicazioni si concordano prima di iniziare con il committente e con chi gestisce l’impianto. Durante i lavori il coordinamento resta continuo, settore per settore, fino alla rimessa in servizio.

Subappaltate a vostra volta il revamping?

No. Le lavorazioni che ci affidate le eseguiamo con le nostre squadre. Non cediamo a terzi le lavorazioni ricevute.

In quali paesi lavorate?

In Italia, Germania, Spagna e Grecia.

Un impianto da rinnovare?

Inviateci i dati dell’impianto esistente, il progetto di revamping e i vincoli di esercizio. Vi rispondiamo con un’offerta per smontaggio, bancalatura, montaggio e, se vi interessa, per adeguamenti, prove e riavvio del vostro impianto, settore per settore.

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