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Dove lavoriamo

Posa fotovoltaica in Italia, Germania, Spagna e Grecia

Un solo subappaltatore per grandi impianti fotovoltaici, in Italia e in tre paesi europei: stesse squadre, stesse regole, stesso interlocutore, dentro e fuori dai confini.

Quattro paesi

Posa fotovoltaico in Europa con le stesse regole di casa

I grandi impianti fotovoltaici non si fermano ai confini nazionali, e nemmeno i committenti che li costruiscono. Per questo lavoriamo in Italia, Germania, Spagna e Grecia.

Molti EPC italiani costruiscono ormai anche all’estero, e molti committenti esteri cercano imprese esecutrici affidabili per i loro cantieri. In entrambi i casi la domanda è la stessa: un subappaltatore che porti in cantiere la propria organizzazione, esegua le lavorazioni affidate e risponda del risultato, senza dover costruire da zero una catena di fornitori locali.

Per noi un cantiere in Germania, in Spagna o in Grecia non cambia il modo di lavorare. Cambiano la logistica, la lingua dei documenti del cantiere e alcune regole locali; restano uguali le squadre, i mezzi, i DPI, le procedure e il principio di fondo: le lavorazioni che riceviamo le eseguiamo noi, senza cederle a terzi.

In Italia lavoriamo su tutto il territorio nazionale, sui grandi impianti a terra e sulle grandi coperture industriali.

La scelta di concentrarci su Germania, Spagna e Grecia non è casuale: sono mercati in cui si costruiscono molti impianti di grandi dimensioni e in cui gli EPC italiani sono presenti. Preferiamo coprire bene quattro paesi piuttosto che promettere disponibilità ovunque senza poterla garantire.

Paese per paese

Dove lavoriamo

Quattro mercati diversi, un unico modo di lavorare: stesse squadre, stesse procedure, stesso interlocutore per il committente.

IT

Italia

Grandi impianti a terra e grandi coperture industriali su tutto il territorio nazionale.

DE

Germania

Grandi impianti per EPC italiani con cantieri in Germania e per committenti tedeschi.

ES

Spagna

Grandi impianti a terra, a strutture fisse e a tracker, per EPC italiani e committenti spagnoli.

GR

Grecia

Grandi impianti utility scale per EPC italiani e committenti greci, dalla battitura al commissioning.

Per gli EPC italiani all’estero

Un EPC che vince un progetto fuori dall’Italia deve decidere presto come costruirlo: con imprese locali da selezionare e qualificare, oppure con subappaltatori che conosce e che lavorano con le sue stesse procedure. La seconda strada riduce i tempi di avvio e i rischi di un mercato nuovo, soprattutto per le lavorazioni di posa, dove la qualità dell’esecuzione pesa sul risultato dell’intero impianto.

Per questi committenti siamo un’impresa italiana che lavora all’estero con lo stesso linguaggio dell’ufficio tecnico della sede: computo metrico, tavole, cronoprogramma, assunzioni ed esclusioni scritte come si fa in Italia.

Ogni paese ha il suo modo di autorizzare, progettare e costruire gli impianti, e il committente lo conosce meglio di chiunque. Il nostro contributo è portare in cantiere un metodo di esecuzione che non dipende dal paese: sequenze di lavoro, controlli sulle fasi, gestione del materiale e sicurezza organizzati allo stesso modo ovunque.

La sezione del sito in inglese è pensata per i committenti tedeschi, spagnoli e greci: EPC Subcontractors in English.

Lavorare fuori dall’Italia

Cosa si concorda prima di partire

Un cantiere all’estero si prepara con più anticipo. Questi sono i punti che definiamo con il committente in fase di offerta.

  • Mobilitazione: tempi di arrivo delle squadre e dei mezzi rispetto al cronoprogramma.
  • Logistica: alloggi, trasferimenti e organizzazione delle squadre per la durata dei lavori.
  • Documentazione: quella richiesta dal paese di destinazione per le imprese e per i lavoratori che vi operano.
  • Regole di cantiere: sicurezza, accessi e procedure del sito, secondo le norme locali e le indicazioni del committente.
  • Lingua: documenti e comunicazioni di cantiere nella lingua concordata con il committente.

Chiarire questi punti prima di firmare evita che l’avvio del cantiere dipenda da dettagli lasciati in sospeso. Per un EPC significa sapere da subito quando le squadre saranno operative e con quale organizzazione.

Anche all’estero lavoriamo dentro le regole del cantiere del committente: piano di sicurezza, accessi, orari e procedure del sito. Dove le norme locali prevedono adempimenti specifici per le imprese straniere e per i lavoratori inviati, si gestiscono in coordinamento con il committente, prima dell’ingresso in cantiere. Perché un solo subappaltatore

Le lavorazioni

Le stesse fasi, in ogni paese

All’estero eseguiamo le stesse lavorazioni che eseguiamo in Italia.

01 · Palo

Battitura e predrilling

La fondazione del campo.

Battitura e predrilling
02 · Struttura

Strutture, tracker e moduli

Il montaggio meccanico.

Strutture, tracker e moduli
03 · Cavo

Cablaggio, BT e terra

Cavi DC e AC, canalizzazioni, impianto di terra.

Cablaggio, BT e terra
04 · Avvio

Cabine MT e commissioning

Cabine, MT, SCADA, test e messa in servizio.

Cabine MT e commissioning
Coperture industriali+

Coperture industriali

Strutture in alluminio su lamiera grecata, moduli e cablaggio.

Coperture
Revamping+

Revamping

Smontaggio, bancalatura e montaggio di nuovi moduli.

Revamping
Recinzioni+

Recinzioni

Recinzione perimetrale con pali, rete e cancelli.

Recinzioni

Il progetto resta del committente

In ogni paese il riferimento tecnico è il progetto del committente, con le specifiche dei fornitori di strutture, moduli e apparecchiature. Le norme locali possono cambiare dettagli di esecuzione, documentazione e procedure di prova: le recepiamo attraverso il committente e il suo progetto, senza modificare il nostro modo di organizzare il lavoro.

Perché conta

Un subappaltatore unico vale di più lontano da casa

In un cantiere estero ogni interfaccia costa di più: tempo, viaggi, riunioni, lingua. Ridurle è il modo più semplice per proteggere tempi e margini.

01

Un interlocutore

Un solo contratto e un solo referente per più fasi, anche a migliaia di chilometri dalla sede.

02

Squadre che si conoscono

Le stesse squadre lavorano insieme su più fasi: meno tempi morti tra una lavorazione e l’altra.

03

Metodo ripetibile

Stesse procedure in Italia e all’estero: il committente sa cosa aspettarsi.

04

Nessuna cascata

Nessun subappaltatore locale aggiunto a sorpresa: le lavorazioni restano a noi.

Grandi impianti, anche all’estero

Lavoriamo su impianti di grandi dimensioni, e all’estero questo vale ancora di più: la mobilitazione di squadre e mezzi ha senso su cantieri che giustificano un’organizzazione dedicata. Le referenze relative a impianti realizzati sono disponibili su richiesta, in fase di qualifica.

Per cantieri di questa scala, la differenza tra un avvio ordinato e settimane perse sta spesso nella preparazione: offerta chiara, documentazione pronta, squadre e mezzi pianificati sul cronoprogramma del committente. È su questo che lavoriamo prima ancora di partire.

Domande frequenti

Lavorare in Italia e in Europa: le domande più comuni

In quali paesi lavorate?

In Italia, Germania, Spagna e Grecia, su impianti di grandi dimensioni a terra e su coperture industriali.

Lavorate per EPC italiani con cantieri all’estero?

Sì. Per un EPC italiano con un cantiere in Germania, Spagna o Grecia siamo un subappaltatore che lavora con lo stesso linguaggio tecnico e contrattuale della sede, anche fuori dall’Italia.

Lavorate anche per committenti esteri?

Sì. Per EPC e sviluppatori tedeschi, spagnoli e greci c’è una sezione del sito in inglese, con i contatti dedicati.

Come si organizza la trasferta delle squadre?

Tempi di mobilitazione, logistica delle squadre e documentazione richiesta dal paese di destinazione si concordano con il committente in fase di offerta, così che l’avvio dei lavori non riservi sorprese.

Le lavorazioni all’estero sono le stesse che eseguite in Italia?

Sì. Battitura e predrilling, strutture fisse e tracker, moduli, cablaggio, impianti MT e cabine, commissioning, coperture, revamping e recinzioni, secondo il progetto del committente e le regole del paese.

Serve un sopralluogo prima dell’offerta per un cantiere estero?

Non sempre: con computo metrico, tavole e informazioni sul sito si può formulare una prima offerta. Su impianti esistenti, come nel revamping, o in terreni particolari, un sopralluogo aiuta a rendere l’offerta più precisa.

In che lingua si lavora nei cantieri esteri?

La lingua dei documenti e delle comunicazioni di cantiere si concorda con il committente. Per EPC italiani all’estero il riferimento resta spesso l’italiano; per committenti esteri si lavora in inglese.

Lavorate anche in altri paesi europei?

Oggi i paesi che copriamo sono Italia, Germania, Spagna e Grecia. Per cantieri in altri paesi possiamo valutare caso per caso con il committente.

Come si richiede un’offerta per un cantiere estero?

Come per l’Italia: con località, computo metrico, tipo e dimensione dell’impianto, lavorazioni da affidare e periodo di esecuzione. Per i committenti esteri la sezione in inglese del sito indica i contatti dedicati.

Potete lavorare su più cantieri in paesi diversi?

Dipende dalle tempistiche e dalla dimensione dei cantieri. Lo valutiamo in fase di offerta con il committente, per garantire su ogni sito l’organizzazione concordata.

Anche all’estero non subappaltate?

Sì, le regole sono le stesse: squadre, mezzi e DPI propri, nessuna cessione a terzi delle lavorazioni ricevute.

Lavorate su tutto il territorio italiano?

Sì, su grandi impianti a terra e su coperture industriali in tutta Italia, secondo le esigenze del committente.

Un cantiere in Italia o all’estero?

Inviateci località, computo metrico e periodo previsto. Vi rispondiamo con un’offerta che include mobilitazione e organizzazione delle squadre, con perimetro, assunzioni ed esclusioni scritte con chiarezza, in Italia come in Germania, Spagna o Grecia.

Chiama 800 171096 Richiesta di offerta