Il tetto va rifatto, l’impianto resta: smontaggio e rimontaggio dei moduli fotovoltaici
Liberiamo la copertura dai moduli, li bancaliamo e, a tetto rifatto, rimontiamo gli stessi moduli, ricolleghiamo le stringhe e verifichiamo l’impianto. Su lamiera grecata e altre coperture industriali, con squadre, mezzi e DPI propri.
Smontaggio e rimontaggio dei pannelli fotovoltaici: un lavoro con due metà
Una copertura industriale dura meno di quanto si pensava quando è stato installato l’impianto. Infiltrazioni, lamiere da sostituire, isolamento da rifare: prima o poi lo smontaggio e rimontaggio dei pannelli fotovoltaici diventa inevitabile, e i moduli devono scendere dal tetto per poi tornare su.
Su un capannone con un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, il rifacimento della copertura non si può programmare come su un tetto libero. Prima di togliere una sola lamiera, l’impianto va scollegato, smontato e portato via dalla superficie di lavoro. Finiti i lavori, va rimesso esattamente com’era: stessi moduli, stesse stringhe, stessi collegamenti, e un impianto che torna a produrre senza sorprese.
Sono due lavorazioni distanti settimane, spesso affidate a imprese diverse: chi smonta non è chi rimonta, e chi rimonta non sa come erano organizzate le stringhe. È in questo passaggio che si perdono i riferimenti, si rompono moduli nei bancali e si ricollegano stringhe in modo diverso dal progetto.
Noi eseguiamo entrambe le metà: smontaggio, bancalatura, rimontaggio degli stessi moduli, ricablaggio, riconnessione e verifiche. La stessa impresa che ha mappato l’impianto prima di smontarlo lo ricompone dopo, sulla base di quella mappatura. È lo stesso principio che applichiamo ai cantieri nuovi: un solo subappaltatore dal palo al cavo, qui dal primo morsetto tolto all’ultima prova di isolamento.
Se sulla copertura va installato un impianto nuovo, il riferimento è la pagina sul fotovoltaico su coperture industriali. Se i moduli esistenti vanno sostituiti con moduli nuovi, si tratta di revamping.
Dal primo morsetto tolto all’impianto di nuovo in servizio
La sequenza tipica di un intervento. Tempi e dettagli si adattano al calendario dell’impresa che rifà la copertura.
Rilievo e mappatura
Prima di toccare un modulo si documenta l’impianto com’è: posizione di ogni modulo, composizione delle stringhe, collegamenti verso quadri e inverter, percorsi dei cavi. È la mappa che guida il rimontaggio.
Messa in sicurezza e scollegamento
Impianto fuori servizio secondo le procedure concordate con il committente, stringhe sezionate e scollegate prima dello smontaggio. Nessun modulo si stacca da una stringa ancora collegata.
Smontaggio dei moduli
Rimozione dei morsetti e dei moduli per settori, senza fare leva sui vetri e senza trascinare i moduli sulla lamiera. Cavi e connettori vengono protetti e raccolti.
Bancalatura
Moduli identificati e bancalati con separatori, secondo le indicazioni del produttore, pronti per essere portati a terra con i mezzi di sollevamento del committente.
Rifacimento della copertura
Lavora l’impresa scelta dal committente. Il tetto è libero e l’impianto è in deposito, con la sua mappatura.
Rimontaggio degli stessi moduli
A copertura pronta, i moduli tornano sul tetto e vengono rimontati seguendo la mappatura, con fissaggi adatti alla nuova copertura.
Ricablaggio e riconnessione
Stringhe ricomposte come da progetto, connettori controllati, cavi riportati nei loro percorsi e ricollegamento dell’impianto.
Verifiche e riconsegna
Prove di isolamento e controlli sulle stringhe prima della rimessa in servizio. L’impianto torna al committente con l’esito delle verifiche.
Le strutture di fissaggio
Quando i profili sono fissati alle lamiere da sostituire, il rifacimento della copertura riguarda anche le strutture. Il montaggio di strutture in alluminio su lamiera grecata rientra nelle nostre lavorazioni: nel sopralluogo si valuta se i profili esistenti si possono riutilizzare, quali fissaggi servono sulla nuova copertura e come questo entra nell’offerta.
I moduli si rompono nei bancali, non sul tetto
Un modulo smontato e rimontato passa per mani, pallet e depositi. Ogni passaggio è un’occasione di urti e flessioni che possono generare microfessurazioni invisibili a occhio nudo. Sono le attenzioni che applichiamo.
Moduli tenuti dal telaio
Mai sollevati dalla scatola di giunzione o dai cavi, mai appoggiati su uno spigolo; due operatori quando dimensioni e peso lo richiedono.
Pile ordinate e separate
Separatori tra un modulo e l’altro, altezze e orientamento secondo le indicazioni del produttore, bancali fissati prima di essere spostati.
Niente sopra i moduli
Nessun peso appoggiato sulle pile, nessun operatore che cammina sui moduli, né sul tetto né nell’area di deposito.
Cavi raccolti e protetti
Cavi dei moduli fissati al telaio e connettori protetti da polvere e umidità: devono tornare in servizio come sono stati tolti.
Ogni modulo ha un posto
Bancali identificati secondo la mappatura, così ogni settore del tetto si rimonta con i suoi moduli e le stringhe restano coerenti.
Uno sguardo prima di rimontare
Controllo visivo di vetri, telai, scatole e cavi prima del rimontaggio. Un modulo danneggiato si segnala, non si rimonta sperando che funzioni.
Chi smonta rimonta, chi rimonta ricollega
Tra smontaggio e rimontaggio passano settimane. Affidare entrambe le metà alla stessa impresa elimina il passaggio di consegne più fragile dell’intervento.
- Una sola mappatura: chi ha rilevato l’impianto prima di smontarlo è chi lo ricompone, senza interpretare gli appunti di un’altra ditta.
- Una sola responsabilità: se un modulo arriva danneggiato o una stringa non torna, non c’è da stabilire in quale passaggio sia successo.
- Meccanica ed elettrico insieme: rimontaggio, ricablaggio, riconnessione e verifiche con le stesse squadre.
- Squadre, mezzi e DPI propri, senza subappalti a cascata, anche per i lavori in quota.
Il lavoro sulla copertura si organizza secondo il piano di sicurezza del cantiere, in coordinamento con l’impresa che rifà il tetto e con il capocommessa: accessi, protezioni e sequenze si concordano prima di salire. Per un intervento da programmare potete chiamarci all’800 171096. Perché un solo subappaltatore
Cosa ci serve per valutare l’intervento
Su un impianto esistente la documentazione non sempre corrisponde a quello che c’è sul tetto. Con queste informazioni, e quando possibile un sopralluogo, l’offerta tiene conto dell’impianto reale.
| Informazione | Perché ci serve |
|---|---|
| Potenza, numero e modello dei moduli | Definiscono quantità di lavoro, numero di bancali e indicazioni del produttore per la movimentazione. |
| Schema elettrico dell’impianto | Stringhe, quadri e inverter sono la base della mappatura e del ricablaggio. |
| Copertura attuale e nuova | Lamiera grecata o altra copertura industriale: cambiano fissaggi, accessi e riutilizzo delle strutture. |
| Strutture e fissaggi esistenti | Servono a capire se i profili si riutilizzano o vanno sostituiti. |
| Accessi e sicurezza in quota | Punti di accesso, protezioni collettive e ancoraggi presenti sul tetto. |
| Mezzi di sollevamento e area di deposito | Sono a cura del committente: dove scendono i bancali e dove restano durante i lavori. |
| Calendario del rifacimento | Le date dell’impresa di copertura fissano le due finestre di lavoro, smontaggio e rimontaggio. |
Impianti in esercizio e incentivati
Un impianto fermo per il rifacimento del tetto è un impianto che non produce: il calendario conviene costruirlo per ridurre al minimo la finestra di fermo. Per gli impianti che accedono a incentivi, comunicazioni e pratiche legate all’intervento restano al proprietario dell’impianto, che conviene le verifichi prima di fissare le date.
Smontaggio e rimontaggio: cosa eseguiamo e cosa resta al committente
La ripartizione tipica dell’intervento, da confermare voce per voce nell’offerta.
Lo eseguiamo noi
- Rilievo e mappatura di moduli e stringhe
- Scollegamento e smontaggio dei moduli
- Bancalatura dei moduli smontati
- Rimontaggio degli stessi moduli sulla nuova copertura
- Strutture in alluminio su lamiera grecata, se previste
- Ricablaggio, riconnessione e verifiche, comprese le prove di isolamento
Resta al committente
- Rifacimento della copertura
- Mezzi di sollevamento per portare i bancali a terra e sul tetto
- Area di deposito dei moduli durante i lavori
- Fornitura di moduli sostitutivi e materiali
- Ritiro e smaltimento dei moduli danneggiati
Lavoriamo su impianti di grandi dimensioni, in Italia e in Germania, Spagna e Grecia. Per le prove strumentali più estese e la rimessa in servizio completa vedi cabine MT e commissioning; per i collegamenti lato DC e AC, il cablaggio.
Smontare e rimontare un impianto sul tetto: le domande più comuni
Rimontate gli stessi moduli dopo il rifacimento della copertura?
Sì. Smontiamo i moduli, li bancaliamo e, a copertura rifatta, rimontiamo gli stessi moduli sulla nuova copertura, li ricolleghiamo e verifichiamo l’impianto prima di riconsegnarlo.
Su quali coperture lavorate?
Su coperture in lamiera grecata e su altre coperture industriali, per impianti di grandi dimensioni. Il tipo di copertura, attuale e nuova, determina fissaggi, accessi e organizzazione del lavoro in quota.
Rifate anche la copertura?
No. Il rifacimento della copertura lo esegue l’impresa scelta dal committente. Noi liberiamo il tetto dall’impianto, lo teniamo in ordine durante i lavori e lo rimontiamo quando la copertura è pronta.
Dopo il rimontaggio ricollegate l’impianto?
Sì. Ricabliamo le stringhe secondo la mappatura fatta allo smontaggio, ricolleghiamo l’impianto ed eseguiamo le verifiche, tra cui le prove di isolamento e i controlli sulle stringhe.
Come evitate di danneggiare i moduli durante lo smontaggio?
Con una sequenza ordinata: scollegamento prima dello smontaggio, rimozione dei morsetti senza fare leva sui vetri, moduli maneggiati da due operatori quando serve, bancalatura con separatori e nessun carico appoggiato sopra. Le microfessurazioni nascono quasi sempre da urti, flessioni e pile sbagliate.
Chi mette i mezzi di sollevamento per portare i bancali a terra?
Il committente. La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento non rientra nelle nostre lavorazioni: si pianifica insieme dove e quando i bancali scendono dal tetto e risalgono per il rimontaggio.
Dove restano i moduli mentre si rifà la copertura?
Nell’area di deposito indicata dal committente, in cantiere o altrove. Conviene che sia piana, protetta e lontana dai passaggi dei mezzi. Custodia e assicurazione dei moduli in deposito si concordano prima di iniziare.
Se durante lo smontaggio si trovano moduli danneggiati?
Li segnaliamo al committente con la loro posizione nella mappatura. La fornitura di moduli sostitutivi e lo smaltimento di quelli danneggiati restano a carico del committente; il montaggio dei sostitutivi lo possiamo eseguire insieme al rimontaggio.
Qual è la differenza con il revamping?
Nel revamping i moduli esistenti vengono sostituiti con moduli nuovi. Qui invece gli stessi moduli tornano al loro posto dopo i lavori sulla copertura. Le due cose si possono combinare, se il committente decide di sostituire una parte dei moduli.
Subappaltate a vostra volta smontaggio o rimontaggio?
No. Smontaggio, bancalatura, rimontaggio, ricablaggio e verifiche li eseguiamo con le nostre squadre, con mezzi e DPI propri, senza cedere a terzi le lavorazioni ricevute.
Lavorate anche fuori dall’Italia?
Sì. Oltre che in Italia lavoriamo in Germania, Spagna e Grecia, sempre su impianti di grandi dimensioni.
Una copertura da rifare sotto un impianto fotovoltaico?
Inviateci dati dell’impianto, tipo di copertura e date previste per il rifacimento. Vi rispondiamo con un’offerta per smontaggio, bancalatura, rimontaggio e verifiche.